Vini DI Lucca: I vini DOC Colline Lucchesi rappresentano l’altra faccia della viticoltura locale. L’autorevolezza di questa denominazione è attestata dall’anno del riconoscimento, il 1968: vale a dire che questa fu la seconda DOC creata in Toscana, preceduta in ordine cronologico soltanto dal gigante Chianti. Spesso le aree di produzione Colline Lucchesi e Montecarlo si trovano nell’ambito dello stesso territorio comunale, come avviene per esempio nella zona di Capannori. Va detto però che, nonostante l’estrema contiguità geografica, ciascuna delle due DOC mantiene comunque le proprie spiccate peculiarità. Se le Colline sono famose per i vini rossi, al contrario Montecarlo è storicamente territorio più vocato per i vini bianchi.

Diversa anche la filosofia produttiva: più all’avanguardia si colloca Montecarlo, con i suoi innesti ante litteram di vitigni migliorativi. Più tradizionalisti sono invece i produttori dei vini di Lucca della DOC Colline Lucchesi, dove fino a pochi anni fa venivano utilizzate solo ed esclusivamente uve locali. Nei primi anni novanta la Regione Toscana, in stretta collaborazione con il Consorzio dei Vini delle Colline Lucchesi, ha dato avvio a una campagna di sperimentazione di nuovi impianti vitivinicoli. Logica conseguenza è stata una provvidenziale svecchiata al disciplinare di produzione, che dal 1997 ammette accanto alle uve tradizionali anche varietà internazionali di origine francese, quali Chardonnay, Sauvignon e Merlot, autorizzandone inoltre le vinificazioni in purezza.Un’operazione, questa, non di superamento bensì di salvaguardia della tradizione, attraverso il suo arricchimento; l’obiettivo principale è il rafforzamento della personalità del prodotto, grazie all’ampio ventaglio di vitigni disponibile.

Per quanto riguarda la produzione del vino rosso il disciplinare prevede le varietà Sangiovese, Canaiolo e/o Ciliegiolo, Merlot il tipo Bianco è invece il risultato di un uvaggio di Trebbiano toscano, Greco e/o Grechetto e/o Malvasia del Chianti e/o Vermentino), più un’aggiunta di Chardonnay e/o Sauvignon che non deve superare la percentuale del 30%. A differenza di Montecarlo questa zona è rinomata tradizionalmente per i rossi, mentre i bianchi (tra i quali vanno ricordati anche il Vermentino e il Vin Santo) hanno ottenuto il riconoscimento della DOC solo nell’85. L’area di produzione interessa il territorio del capoluogo e di alcuni comuni limitrofi, tra i quali spiccano Capannori e Porcari; le coltivazioni si collocano in uno splendido paesaggio collinare, costellato di antichi casali e dimore aristocratiche.

La produzione di vini di Lucca delle Colline Lucchesi è limitata, e analogamente a quanto avviene per la DOC Montecarlo si attesta attorno ai 10 mila ettolitri all’anno. Sia il rosso – robusto, asciutto ed equilibrato, dal bel colore rosso vivo tendente al rubino – che il delicato e armonico bianco sono vini versatili, ideali da tutto pasto.[:en]Vini DI Lucca: I vini DOC Colline Lucchesi rappresentano l’altra faccia della viticoltura locale. L’autorevolezza di questa denominazione è attestata dall’anno del riconoscimento, il 1968: vale a dire che questa fu la seconda DOC creata in Toscana, preceduta in ordine cronologico soltanto dal gigante Chianti. Spesso le aree di produzione Colline Lucchesi e Montecarlo si trovano nell’ambito dello stesso territorio comunale, come avviene per esempio nella zona di Capannori. Va detto però che, nonostante l’estrema contiguità geografica, ciascuna delle due DOC mantiene comunque le proprie spiccate peculiarità. Se le Colline sono famose per i vini rossi, al contrario Montecarlo è storicamente territorio più vocato per i vini bianchi.

Diversa anche la filosofia produttiva: più all’avanguardia si colloca Montecarlo, con i suoi innesti ante litteram di vitigni migliorativi. Più tradizionalisti sono invece i produttori dei vini di Lucca della DOC Colline Lucchesi, dove fino a pochi anni fa venivano utilizzate solo ed esclusivamente uve locali. Nei primi anni novanta la Regione Toscana, in stretta collaborazione con il Consorzio dei Vini delle Colline Lucchesi, ha dato avvio a una campagna di sperimentazione di nuovi impianti vitivinicoli. Logica conseguenza è stata una provvidenziale svecchiata al disciplinare di produzione, che dal 1997 ammette accanto alle uve tradizionali anche varietà internazionali di origine francese, quali Chardonnay, Sauvignon e Merlot, autorizzandone inoltre le vinificazioni in purezza.Un’operazione, questa, non di superamento bensì di salvaguardia della tradizione, attraverso il suo arricchimento; l’obiettivo principale è il rafforzamento della personalità del prodotto, grazie all’ampio ventaglio di vitigni disponibile.

Per quanto riguarda la produzione del vino rosso il disciplinare prevede le varietà Sangiovese, Canaiolo e/o Ciliegiolo, Merlot il tipo Bianco è invece il risultato di un uvaggio di Trebbiano toscano, Greco e/o Grechetto e/o Malvasia del Chianti e/o Vermentino), più un’aggiunta di Chardonnay e/o Sauvignon che non deve superare la percentuale del 30%. A differenza di Montecarlo questa zona è rinomata tradizionalmente per i rossi, mentre i bianchi (tra i quali vanno ricordati anche il Vermentino e il Vin Santo) hanno ottenuto il riconoscimento della DOC solo nell’85. L’area di produzione interessa il territorio del capoluogo e di alcuni comuni limitrofi, tra i quali spiccano Capannori e Porcari; le coltivazioni si collocano in uno splendido paesaggio collinare, costellato di antichi casali e dimore aristocratiche.

La produzione di vini di Lucca delle Colline Lucchesi è limitata, e analogamente a quanto avviene per la DOC Montecarlo si attesta attorno ai 10 mila ettolitri all’anno. Sia il rosso – robusto, asciutto ed equilibrato, dal bel colore rosso vivo tendente al rubino – che il delicato e armonico bianco sono vini versatili, ideali da tutto pasto.

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