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Lucca – Piazza San Michele

Lucca

Visitare Lucca

A Lucca vi sono tantissime attrattive turistiche capaci di meravigliare anche il turista più esperto. Agli ospiti del nostro residence-hotel Antica residenza Del Gallo proponiamo un interessante itinerario alla scoperta dei luoghi più importanti ed autentici della città. Giungendo dalle autostrade si entra in città dalla Porta S. Anna. Dentro le mura di Lucca si trova l’alberato piazzale Verdi; in questo luogo fino all’800 avevano luogo pubblici spettacoli e corse. Su di un lato del piazzale c’è la prima porta cinquecentesca di S. Donato, poi rimasta superata dall’ampliamento pervenuto, oggi sede del Centro di Accoglienza Turistica. Dal piazzale Verdi si imbocchi via S. Paolino: subito a destra, in via del Crocifisso, sono le chiese del Crocifisso dei Bianchi e di S. Caterina, attualmente chiuse: sono due delle poche fabbriche del ‘700 che si trovano nella città attribuite al lucchese Francesco Pini. Ancora più avanti, in via S. Paolino, si trova la chiesa omonima, costruita (1522- 35) da Baccio da Montelupo, terminata (1539) da Bastiano Bertolani da Brancoli. Con pianta a croce latina e con due ridottissime navate laterali, è l’unica chiesa lucchese del Rinascimento. L’interno è ricco di dipinti e di sculture in legno: nella tribuna affreschi rappresentanti la leggenda di S. Paolino; i due inferiori eseguiti da Filippo Gherardi di Lucca (sec. XVII); i due superiori da Stefano Cassiani detto il Certosino (sec. XVII). Tornati indietro si prenda la via Galli Tassi: poco avanti, sulla sinistra, è il Palazzo Mansi. Stupendo esempio di dimora patrizia lucchese, è oggi sede del Museo Nazionale. AI suo interno si conservano gli appartamenti monumentali del piano nobile con ambienti affrescati, saloni, arazzi, e la famosa camera degli sposi del XVIII secolo. La pinacoteca raccoglie pregevoli dipinti (Pontormo, Bronzino, Andrea del Sarto), che vanno dal primo ventennio del ‘500 all’800, con interessanti sezioni sulle arti minori lucchesi. Da via Galli Tassi a via S. Giustina dove, tra altri palazzi del cinquecento lucchese, si trova, all’angolo di via del Loreto, Palazzo Orsetti, oggi sede del Comune, con portali scolpiti da Nicolao Civitali. A nord del palazzo è la chiesa di S. Maria Corteorlandini o S. Maria Nera, costruita nel 1188, ma rifatta all’interno e nella facciata nel 1719. Adiacente a questa è la cappella riproducente la S.Casa di Loreto, costruita ne 1662.

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Lucca Le Mura

Per via S. Giorgio e piazza S. Agostino (resti del teatro romano) si perviene, in via degli Asili, al Palazzo Controni poi Pfanner (1667) con la bella scala esterna e il giardino settecentesco con statue dell’epoca. Da via degli Angeli e a destra in via Fillungo(strada principale di Lucca) si giunge all’Anfiteatro romano del Il sec. d.C., in origine esterno alla città. Nel Medioevo parte delle strutture vennero smantellate ed il materiale usato per altre costruzioni. Contemporaneamente, alla struttura originaria si sovrapposero case private; qui trovarono sede anche le prigioni fino al 1539, quando furono costruite le nuove carceri presso il Palazzo Pubblico. Sotto i Borboni l’architetto Lorenzo Nottolini restituì all’anfiteatro una funzione pubblica. L’edificio fu conservato nelle sue strutture portanti e lo spazio interno liberato dalle intrusioni accumulate. L’antica arena tornò ad essere visibile sotto la forma della piazza che oggi ammiriamo. Tornati in via Fillungo si è in breve in piazza S. Frediano sede dell’omonima chiesa. Una chiesa intitolata a S. Vincenzo, costruita dal vescovo Frediano, esisteva sul luogo fino dal VI secolo. L’attuale chiesa di S. Frediano fu iniziata dal priore Rotone nel 1112 e terminata nel 1200: il mosaico dell’ Ascensione fu presentato, come una pala d’altare, alla sommità della bianca facciata. Originariamente a tre navate, fu ampliata sui lati lunghi da cappelle rinascimentali e barocche. L’interno è regolato dal sereno ritmo dei colonnati fino alla chiusura dell’abside. Da notarsi a destra entrando: il fonte battesimale, eseguito dopo la metà del XII secolo da una maestranza tra cui compare il maestro Roberto, che firma il fonte. Esso si segnala per la singolare forma di fontana e reca nella vasca esterna storie di Mosè e figure sotto archetti; nel coperchio della tazza superiore i Mesi e figure degli apostoli. La chiesa contiene importanti opere d’arte, tra cui le principali sono: gli affreschi (1508-09) di Amico Aspertini nella seconda cappella a sinistra (Arrivo a Lucca del Volto Santo; Battesimo di S. Agostino; Natività di Cristo; S. Frediano argina il fiume Serchio) e, nella cappella Trenta (ultima a sinistra), il dossale dell’altare a politico gotico (1422, con Madonna e Bambino fra S. Orsola, S Lorenzo, S. Gerolamo, S. Riccardo) e le tombe dei Trent di Jacopo della Quercia; nella stessa cappella Concezione di Maria di Francesco Francia (se c. XV).

Piazza Anfiteatro Lucca

Passando dietro il massiccio campanile della chiesa si sale sulla cortina delle mura, proseguendo a destra si possono vedere in lontananza, dall’esterno della città le Alpi Apuane e gli ultimi contrafforti dell’Appennino. Si scende dalle mura in piazza S. Maria (famosa piazza di Lucca), all’interno della porta omonima, costruita nel 1593. Prendendo via Fillungo si trova subito la vecchia porta duecentesca di S. Maria (o dei Borghi) due fornici difesi da torrioni cilindrici. Inoltrando nella via Fillungo si svolta a sinistra per via Busdraghi e piazza S. Pietro, ove trova la chiesa di S. Pietro Somaldi, fondata in periodo longobardo ma rifatta nel sec. XII e terminata XIV. L’interno è a tre navate divise da pilastri. Da notare nell’architrave della porta maggiore la Consegna delle chiavi a S. Pietro, di Guido Bigarelli da Como. Proseguendo per via della Fratta, prima di entra in piazza S. Francesco, si nota un’alta colonna con Madonna dello Stellario (1687) di Giovanni Lazzoni. Nella piazza si trova la chiesa di S. Francesco, a una sola navata, con copertura a capriate, costruita nel sec. XIV. Nell’interno il monumento cinquecentesco del vescovo Giovanni Guidiccioni; nella cappella a destra dell’altare maggiore affreschi quattrocenteschi storie di S. Maria. Nel cortile del convento la tomba di Buonagiunta Tignosini, con affresco di Deodato Orlandi (sec XIV). Usciti dalla chiesa e inoltrandosi in via della Quarquonia, si trova a destra la Villa Guinigi, fatta costruire a partire dal 1413 da Paolo Guinigi, signore di Lucca, immediatamente fuori dalle mura duecentesche. Nel 1420 la costruzione doveva essere già a buon punto se Paolo aprì la villa per ospitarvi la festa delle sue nozze. Nei secoli successivi l’edificio conobbe un rapido declino. Nel 1630 fu utilizzato come lazzaretto per i nobili colpiti dalla peste. Un primo restauro viene realizzato nel 1860, ma solo nel 1924 il Comune destinò la villa a sede del Museo Civico.

Lucca – Le Torri

Il restauro fu portato a termine negli anni Sessanta. Ricco di importanti opere etrusche e romane, di sculture romaniche, gotiche, rinascimentali e di importanti opere pittoriche dal ‘200 al ‘500, tra queste il prezioso Crocifisso di Berlinghiero Berlinghieri (sec. XIII) e altre croci lucchesi; le squisite tarsie di Cristoforo Canozzi da Lendinara; i due grandi dipinti di Frà Bartolomeo provenienti da S. Romano e rappresentanti l’Eterno tra le Sante Caterina e Maddalena e la Madonna della Misericordia. Per via della Quarquonia giungendo a via dei Bacchettoni presso la Casa del boia, costruita sui ruderi di un torrione detto il “Bastardo'; si sale sulle mura percorrendole dal baluardo S. Salvatore fino a porta Elisa. Scendiamo a porta Elisa, fatta costruire nel 1804 da EIisa Baciocchi e avanziamo per l’omonima via trovando subito a destra la chiesa di S. Ponziano, rifatta nel secolo XVII su una primitiva chiesa romanica; nella parte del convento conserva ancora dei chiostri del ‘300 e ‘400. Più avanti a sinistra è la chiesa di S. Micheletto col fianco romanico; oggi sede della Fondazione Centro Studi per l’Arte Contemporanea Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, ospita mostre e appuntamenti culturali; quindi la chiesa della SS.Trinità,del ‘500, con all’interno l’altorilievo rappresentante la Madonna della Tosse di Matteo Civitali; e di fronte a questa l’ingresso della Villa Buonvisi, oggi proprietà del Comune, circondata da un bellissimo giardino, bella costruzione del ‘500 arricchita all’interno da festosi affreschi con scene mitologiche di Ventura Salimbeni.

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Lucca Torre Guinigi

A breve distanza sulla sinistra è situato l’orto Botanico (visite su richiesta), istituito da Maria Luisa di Borbone nel 1820, ospita almeno 900 specie vegetali. Sulla caratteristica via dei Fossi si trova la porta duecentesca di S. Gervasio, imponente costruzione a un solo fornice, fiancheggiata da torrioni difensivi, uno dei due ingressi della cinta medievale ancora visibili. Originariamente era difesa da un ponte levatoio e da una serranda: sono riconoscibili i grandi cardini in pietra su cui poggiavano le grandi imposte lignee. Oltrepassata la porta, per via S. Croce si perviene a piazza S. Maria Forisportam ove si trova la chiesa omonima, detta anche S. Maria Bianca. Il primo nome deriva dal fatto che la chiesa si trovò, fino al ‘200, fuori dalla cerchia-romana di mura; costruita tra la fine del XII e il XIII secolo, ha una pianta a tre navate e transetto; originariamente era provvista di una grande cripta che occupava in pianta tutto il transetto. Da via S. Croce per via Guinigi, una delle più belle strade della città, si giunge ai Palazzi Guinigi costruiti l’uno di fronte all’altro, in cotto su pilastri di pietra, con ampie trifore, quadrifore e pentafore. Collegata a uno di questi (dal lato di via S. Andrea) è la Torre Guinigi, coronata da lecci, come in antico altre torri cittadine. A Lucca è possibile visitare la torre da cui si gode un’incomparabile vista della città. Sempre in via Guinigi, poco oltre i palazzi, si trova la chiesa romanica dei Santi Simone e Giuda, mentre proseguendo per via S. Andrea si giunge alla chiesa romanica di S. Andrea. Tornando indietro, in via S. Anastasio, si trova la chiesa di S. Anastasio costruita nel secolo XIII in mattoni e fasce di marmo bianco, vedere anche il fianco e l’abside. Più oltre è S. Giulia, piccola costruzione gotica la cui facciata fu eseguita nel 1344 da Coluccio di Collo; in prossimità è la chiesa, oggi sconsacrata del Suffragio del secolo XVII. In piazza del Suffragio il palazzo Lippi ospita oggi l’Istituto Musicale Boccherini. Da via del Suffragio si giunge in piazza Bernardini, nella quale si possono vedere l’oratorio di S. Benedetto in Gottella e il Palazzo Bernardini, quest’ultimo, costruito nel 1512 da Nicolao Civitali, occupa tutto il lato nord della piazza ed è un tipico esempio del palazzo lucchese del ‘500.

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hotel Lucca

Da via del Gallo si giunge in via del Battistero, la caratteristica strada degli antiquari lucchesi; per via S. Donnino si perviene in piazza Antelminelli dove si trova una fontana di Lorenzo Nottolini (1832). La piazza Antelminelli e la comunicante piazza S. Martino con il bel Palazzo Micheletti, unito alla chiesa di S. Giovanni e attribuito all’Ammannati, con il giardino del palazzo, con la trecentesca Casa dell’Opera del Duomo, oggi sede della Banca del Monte di Lucca, e con gli altri edifici che la circondano, costituiscono un insieme architettonico che ha mantenuti inalterati nei secoli gli armonici rapporti proporzionali, che creano, con la bellissima facciata del Duomo dedicato a S. Martino, un unicum ammirato da tutto il mondo. Dopo aver visitato il Museo dell’Opera del Duomo, ci possiamo accingere alla visita di S. Martino.

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La chiesa costruita nel VI secolo dal vescovo Frediano e già cattedrale nell’VIII secolo, ebbe una prima ricostruzione (1060-70) voluta da Anselmo da Baggio, vescovo di Lucca e poi papa col nome di Alessandro Il. Su questa nel 1204 Giudetto da Como eseguì la facciata decorata da loggette poggianti su pilastri, da tarsie e sculture, comprendendo un atrio la cui decorazione (1233-57) è formata da bellissimi bassorilievi nella massima parte opera di maestri lombardi: le quattro storie di S. Martino e i Mesi (a lato della porta centrale), la Disputa con gli Ariani e il Martirio di S. Regolo (porta a destra); finalmente venne completata con la Natività e la Deposizione (porta sinistra) opere di Nicola Pisano. L’interno del duomo fu interamente rifatto dal 1373 alla fine del sec. XV; nella ricostruzione si ebbe pianta a croce latina, a tre navate divise da pilastri cruciformi gotici e coperte da volte a crociera; una decorazione di trifore percorre, simulando un matroneo, tutta la chiesa nella parte superiore. A destra della porta maggiore è il gruppo proveniente dalla facciata, che rappresenta l’Elemosina di S. Martino, di ignoto maestro lombardo, forse del XIII o XIV secolo. AI terzo altare: Ultima Cena di Jacopo Tintoretto e scuola (sec. XVI); nella sagrestia: Madonna col Bambino e Santi, di Domenico Ghirlandaio (sec. XV); nella testata della navata sinistra è l’altare della Libertà, con Cristo risorto del Giambologna (sec. XVI); nella cappella detta del Santuario: Madonna col Bambino fra due Santi di Frà Bartolomeo (sec. XVI); al quarto altare a sinistra: Visitazione di Jacopo Ligozzi (sec. XVI); nel transetto sinistro il monumento funebre di Ilaria del Carretto (1407-08) di Jacopo della Quercia, opere più famosa di Lucca. Il Duomo è un vero e proprio museo delle opere di Matteo Civitali, il maggiore scultore lucchese. Possiamo vedere nell’interno: due acquasantiere, il pulpito, i murelli presbiteriali, la tomba di Pietro da Noceto e quella di Domenico Bertini (transetto destro), i due angeli adoranti (cappella del Sacramento); l’altare di S. Regolo (testata della navata destra) e infine nella navata sinistra la cappella ottagonale che custodi Volto Santo, celebre crocifisso ligneo la cui legge illustrata nell’affresco di Cosimo Rosselli (di fronte muro interno della facciata). Secondo la leggenda il Crocifisso, scolpito da Nicodemo, dopo molte avventure sarebbe approdato su una nave senza equipaggio a Luni. Il vescovo Giovanni di Lucca, dopo la famosa prova del carro, sarebbe riuscito a portarlo nella città dove continuò a compiere moltissimi miracoli dove ancora oggi è venerato. Usciti dal Duomo raggiungiamo piazza S. Giovanni dove sorge la chiesa omonima, cattedrale di Lucca prima che questo privilegio passasse a S. Martino. La chiesa romanica ha pianta a croce latina a tre navate con transetto; la facciata è stata rifatta nel 1595, ma mantiene il bel portale romanico.L’interno è pure romanico e per i colonnati ci si servì di colonne di spoglio.

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Particolare architettonico Lucca

Dal braccio sinistro del transetto si passa nel battistero, edificio a pianta quadrata coperto da spaziosa cupola. AI centro una certa profondità si vede il fonte originale. Costeggiando Palazzo Gigli, opera di Nicolao Civitali e oggi sede della Cassa di Risparmio, si giunge in piazza S. Giusto dove si trova l’omonima chiesa romanica, il interno è stato rifatto nel ‘600. Continuando per via Cenami si giunge all’incrocio di strade detto Canto d’Arco, dall’arco della torre dei Falabrina che sorgeva nella località. Da qui si imbocca la via Fillungo e, subito a destra, si trova la chiesa di S. Cristoforo, oggi sconsacrata, ricostruita nel sec. XII, finita nella parte superiore della facciata nel sec. XIV. L’interno ha tre navate divise da pilastri e colonne. Sulla facciata sono visibili le sbarre di ferro (cm. 86 e cm. 46) che fissavano le misure dei pettini e dei tempiali per i telai lucchesi. Poco avanti, ancora in via Fillungo, si trova la Torre delle Ore, chiamata in antico Torre della Lite perché contesa da famiglie rivali. Di fronte alla torre vi è Chiasso Barletti, caratteristica via medievale. Proseguendo si giunge nella piazzetta dei Mercanti, adiacente alla quale è piazza Guidiccioni dove sorge l’omonimo Palazzo opera di Vincenzo Civitali, oggi sede dell’Archivio di Stato. Tornati indietro prima di imboccare via Buia si trova, all’angolo con via Fillungo, la casa dove nacque il grande musicista Luigi Boccherini. Per via Buia si giunge in piazza della Misericordia, ornata da una bella fontana neoclassica, dove sorge la chiesa di S. Salvatore; nella porta del fianco l’architrave col Miracolo di S. Nicola è opera, firmata, di Biduino (sec. XII). Nei pressi della piazza, in via degli Asili, è la casa del musicista Alfredo Catalani. Proseguendo per via Calderia si giunge in piazza S. Michele con la chiesa di S. Michele in Foro. In calcare bianco, è una ricostruzione su una primitiva chiesa del sec. VIII; iniziati nel sec. XI i lavori si protrassero attraverso successivi rifacimenti e cambiamenti. L’altissima facciata, molto eminente sul tetto della chiesa, indica dove si sarebbe giunti con un rifacimento totale dell’interno (che non venne però mai eseguito per difficoltà finanziarie). Nell’interno: bassorilievo di Andrea della Robbia in terracotta invetriata e croce dipinta del secolo XII. Sulla piazza S. Michele si affacciano numerose case romaniche e gotiche e il Palazzo Pretorio (sec. XVI), costruito da Nicolao Civitali. In via di Poggio,angolo corte S. Lorenzo,è la casa natale di Giacomo Puccini, oggi sede della Fondazione Puccini e del Museo Pucciniano.

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Teatro del Giglio Lucca

Si prosegue per via Vittorio Veneto fino a deviare sulla destra per via Vittorio Emanuele: si trova subito piazza S. Alessandro con la chiesa di S. Alessandro, primissimo esemplare di chiesa romanica lucchese, forse la più antica fra le chiese conservate: a pianta basilicale, con tre navate, semplicissima nel paramento bianco fasciato di grigio, è tutta sorretta da un chiaro rapporto di proporzioni. Tornati sulla via Vittorio Emanuele si giunge nella piazza Napoleone (o Grande) occupata su tutto un lato dal Palazzo Pubblico di Lucca. Questo sorge nella zona dove si trovò il castello compreso nella fortezza che Castruccio Castracani degli Antelminelli aveva fatto costruire su progetto di Giotto (1322) e che fu demolita a furor di popolo perché, occupata dai pisani, era divenuta per i lucchesi odioso simbolo di oppressione. Ricostruita ai primi del ‘400 divenne residenza di Paolo Guinigi (1400-1430) e quindi degli Anziani della Repubblica. Nel 1578 Bartolomeo Ammannati fiorentino ne iniziò la ricostruzione; la parte da lui costruita è quella corrispondente alla originaria facciata a portico, e al porticato sormontato da bellissima loggia che si affaccia da un lato sul cortile degli Svizzeri, dall’altro sulla piazza Napoleone. Rimasto incompiuto, nel 1728 Francesco Pini continua il fianco dell’edificio, poi trasformato in facciata da Elisa Baciocchi Bonaparte che vi fa aprire innanzi la piazza intitolata appunto a Napoleone. Nella prima metà dell’800, per i Borbone, vengono eseguiti importanti lavori da Lorenzo Nottolini. Attraverso lo stesso cortile, per via della Corticella si giunge alla chiesa di S. Romano, consacrata nel 1281. Di questo periodo mantiene ancora il fianco, cui sono appoggiate tombe di antiche famiglie lucchesi, mentre più tardi (1373) venne ampliata nella parte absidale, costruita in mattoni. L’interno è invece barocco (1661) ora sconsacrata e completamente restaurata è adibita ad auditorium e sala congressi. Tornati in piazza Napoleone si prosegue per via Vittorio Veneto fino al baluardo S. Maria dove si trova l’antico caffè, ricostruito nel 1885. Proseguendo sulla destra lungo la cortina alberata, dalla quale è possibile ammirare sia l’interno della città che l’esterno fino ai monti Pisani, si oltrepassa il baluardo S. Paolino e si scende all’alberato piazzale Verdi, dove, presso la cinquecentesca porta S. Donato, termina laddove era iniziato il nostro itinerario per le bellezze di Lucca.[:en]

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